Nel 1884 il 4° Congresso della American Federation of Labor approvava:
“8 ore costituiranno la durata legale della giornata di lavoro a partire dal 1° Maggio 1886”. La proposta venne rifiutata, seguì uno sciopero generale, proteste e repressioni. Vennero giudicati colpevoli degli scontri, ed impiccati, 7 manifestanti innocenti, i martiri di Chicago.
Ripercorriamo la storia della festa del 1 maggio, con qualche riflessione sull'attuale crisi economica e le tante "intuizioni" dei padroni di tutte le epoche.
La storia della Festa del 1° Maggio risale alle lotte dei lavoratori per la conquista dei "3 OTTO" cioè la divisione della giornata 3 parti: 8ore per il lavoro, 8ore per lo svago e 8ore per il riposo).
L’obiettivo accompagnò la crescita e lo sviluppo della società industriale che impegnava i Lavoratori dall’alba al tramonto, fino al 1850, quando in alcuni Paesi più industrializzati, fu ottenuto di lavorare soltanto 10 ore al giorno.
Ma i padroni sostenevano che sarebbe fallita l’economia mondiale se le ore lavorative fossero scese ancora.
Per tutta risposta negli USA le lotte operaie continuarono fino al Congresso Sindacale del 1866 a Baltimora, dove fu approvata la risoluzione:
“La prima grande necessità del presente, per liberare il lavoro dalla schiavitù è la promulgazione di una legge per la quale le 8 ore devono costituire la giornata lavorativa in tutti gli USA”.
Nel 1884 a Chicago il 4° Congresso della American Federation of Labor approvava:
“8 ore costituiranno la durata legale della giornata di lavoro a partire dal 1° Maggio 1886”.
Ma la proposta dei Lavoratori per la settimana corta non venne accolta ed allora fu indetto uno sciopero generale per il 1° Maggio 1886 in tutte le città degli Stati Uniti: così furono milioni i lavoratori a chiedere
Molte industrie licenziarono alcuni di quelli che avevano scioperato;
i Lavoratori compatti intensificarono le proteste;
la Polizia caricò e la folla lasciando sul terreno 6 morti e centinaia di feriti.
I Sindacati indissero allora una manifestazione pacifica davanti alla sede della Polizia durante la quale, stranamente, scoppiò una bomba massacrando decine di manifestanti.
Della strage furono accusati gli organizzatori della manifestazione e furono arrestati 8 rappresentanti dei Lavoratori; al processo, la cui giuria fu scelta non per sorteggio come per legge, ma dai giudici, la sentenza fu l’impiccagione di 7 degli 8 compagni.
Soltanto dopo l’esecuzione della sentenza, gli stessi vennero dichiarati innocenti e proclamati Martiri di Chicago diventando il simbolo delle Lotte per le 8 ore di lavoro.
La nascita ufficiale della Festa del 1° Maggio fu sancita a Parigi, nel luglio del 1889, dalla Seconda Internazionale e nacque quindi sotto il segno dell’internazionalismo.
Tutti i lavoratori del mondo, al disopra delle barriere nazionali, delle fedi politiche e religiose, vennero chiamati a manifestare concordemente e simultaneamente per la stessa rivendicazione: PRIMO MAGGIO FESTA DEL LAVORO.
In Italia, il 20 aprile 1890 fu diffuso un volantino: “ Lavoratori, ricordatevi il 1° Maggio di fare festa. In quel giorno gli operai di tutto il mondo, coscienti dei loro diritti lasceranno il lavoro per provare ai padroni che, malgrado la distanza e la differenza di nazionalità, di razza e linguaggio, i proletari sono tutti concordi nel voler migliorare la propria sorte e conquistare, difronte agli oziosi, il posto che è dovuto a chi lavora:
Viva la Rivoluzione Sociale! Viva l’Internazionele!”
Monta intanto il clima di tensione, alimentato da voci allarmistiche: la stampa conservatrice interpreta le paure della Borghesia consigliando a tutti di starsene tappati in casa, di fare provviste, perché non si sa quali gravi sconvolgimenti potranno accadere.
Il governo di Francesco Crispi usa la mano pesante vietando qualsiasi manifestazione pubblica sia per il 1° Maggio che per la domenica successiva 4 maggio.
Ma la riuscita della festa, nonostante tutto, dà il segno della maturità del Movimento Operaio Italiano, capace di collegarsi al movimento internazionale, anche laddove hanno dovuto piegare ancora una volta la testa al volere dei padroni: a Voghera, gli operai, costretti a recarsi al lavoro, ci vanno vestiti a festa.
Così, vista la riuscita della giornata del 1° Maggio, se ne decide la replica per l’anno successivo.
Il 1° Maggio 1891 la Seconda Internazionale rende permanente quella che sarà la Festa del Lavoratori di tutti i Paesi.
Anche in Italia la Festa coincise con Lotte e Rivendicazioni, come i moti per il pane con il suo tragico epilogo a Milano, dove l’esercito sparò sui manifestanti;
coincise con la richiesta del suffragio universale in modo che ogni cittadino potesse avere il diritto al voto;
coincise con la protesta contro l’impresa Libica e contro la partecipazione alla 1° Guerra Mondiale.
Fu criticato allora che la Festa fatta di svago e divertimento stava diventando giornata di Lotta.
In realtà il 1° Maggio diventava Festa Ribelle con la quale festeggiare i traguardi raggiunti e
rivendicare i nuovi obiettivi nel mondo del Lavoro.
Finalmente 1° Maggio 1919 alcune categorie di Lavoratori possono festeggiare il conseguimento dell’obiettivo originario della ricorrenza: le otto ore
Due anni dopo arriva Mussolini che proibisce la celebrazione del 1° Maggio.
Durante il Fascismo la Festa del Lavoro viene spostata al 21 aprile, giorno del Natale di Roma ma proprio in quel periodo la giornata non festeggiata diviene l’occasione per il vestito da festa oppure il garofano rosso e le grandi bevute e cantate all’osteria.
Con la Liberazione torna la Festa del 1° Maggio con ampia partecipazione popolare, tanto che a Portella della Ginestra in Sicilia, la banda Giuliano spara sulla folla per intimorire i contadini che osano rivendicare l’occupazione delle terre incolte.
Oggi la Festa del 1° Maggio è radicata nella civiltà italiana con comizi, feste e canti che vogliono essere la gioia di esserci, come pure la serena fermezza di chi rivendica il proprio diritto al lavoro ed alla dignità.
Il 1° Maggio è oggi patrimonio nazionale, al punto che anche chi comanda in nome dei padroni, come il Padrone Comandante o Padrone Operaio dicono di festeggiarlo e cercano l’occasione di mettersi in mostra incipriati e con i loro splendidi sorrisi.
Ma è compito dei Comunisti il NON DIMENTICARE e trarre una riflessione.
Allora gli “esperti” sostenevano che applicando le 8 ore di lavoro le Imprese sarebbero andate tutte fallite.
Oggi i nipoti di quegli esperti ritengono che occorre essere ottimisti, non soffermarsi ad esaminare le ragioni della crisi, spendere i favolosi risparmi di Lavoratori, Precari , Disoccupati e Pensionati, purché non si pensi a quello che il Capitalismo mondiale ha combinato, incartandosi con i suoi stessi balocchi.
Dicono che è pazzo, sognatore e sovversivo ogni Comunista che osa sostenere:
i bisogni essenziali ed i mezzi di produzione devono essere sottratti alla logica del profitto e devono essere gestiti dallo Stato, come pure le Banche devono essere nazionalizzate;
soltanto così al sacrificio di tutti potranno corrispondere guadagni e vantaggi.
Intanto i nipotini degli esperti si contraddicono pagando miliardi di dollari e di euro per sostenere le industrie in difficoltà, le stesse che quando guadagnavano si tenevano gli utili senza ridistribuirli con gli operai che li avevano arricchiti.
Ora sono gli stessi nipotini di coloro che sostenevano la teoria del fallimento mondiale se fossero stato concesse di lavorare soltanto 8 ore, a salvare il sistema finanziario dal fallimento per eccesso di speculazione con miliardi di dollari e di euro regalati alle stesse Banche che hanno rubato e continuano a rubare.
A TUTTI I LAVORATORI
OCCUPATI - PRECARI - DISOCCUPATI - PENSIONATI
BUON PRIMO MAGGIO



